UNA VELA DAI MILLE COLORI – Monia Sabbatini

Appunti tratti da un racconto

C’è un vento che ti arriva sulla faccia ed è più forte di te. C’è un vento che mette in ordine i pensieri, li mette tutti in fila, li osserva, ci gira intorno e poi ne spazza via un bel po’.
La piccola vela dell’Optimist dove mi fecero salire era bianca come il fior di latte, con delle scritte rosse come delle fragole mature, e poi faceva uno strano rumore, sventolava fischiando.
Mi piaceva quella piccola barca tutta per me, non avevo paura, mi sentivo libero. Potevo pensare quello che volevo e il mare mi ascoltava
E allora le scotte divennero “i peperoncini rossi” i parabordi “le melanzane blu” i candelieri “i flauti magici” e i venti e le andature diventarono un arcobaleno di colori.
Non ho mai capito il nome della mia malattia: disturbo da spetro autistico. Lo spetro è un fantasma e i fantasmi sono trasparenti privi di colore e si perdono nel vento.
Ora la mia vita è tutta vento e colori invece che drizze, scotte, winch e tutto il resto. Ogni tanto, senza dirglielo, ringrazio mia madre per avermi immaginato marinaio.

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